E anche questo momento è arrivato.
È stato un mese e mezzo di racconti e poesie a pioverci sulla testa come se il Dio della letteratura emergente avesse aperto i rubinetti della propria logorrea e la bolletta gliela pagasse uno zio deputato.
Eppure non ci siamo fatti scoraggiare: abbiamo affrontato solo una manciata di gente che ha provato a rifilarci un racconto che sforava la lunghezza massima richiesta di un numero irrisorio di battute, tipo quattordicimila o giù di lì; abbiamo sorvolato su scritti che fatichiamo perfino a capire come qualcuno possa considerarli degni di qualsivoglia attenzione al punto da decidere di sottoporli a un altro essere senziente; ci siamo affrettati a chiudere (cercando di dimenticarle in fretta) mail contenenti poesie intangibili e scialbe che in confronto lo sbadiglio di un cane di ventidue anni con una zampa già nel paradiso dei cani risulterebbe frizzantino come un’arringa di Cicerone nel suo prime dopo che si è fatto una striscia di coca.
E alla fine eccoci qua, con una lista di ventuno nomi. Ventuno valorosi (non è vero, valorosi sono quelli che non scrivono, o che almeno se ne vergognano) esseri umani che abbiamo selezionato per dar vita e forma a questa idea del cazzo che abbiamo avuto, quella di pubblicare un’antologia. Ci piace pensare di aver raccolto alcune delle voci più interessanti in circolazione. Probabilmente ce ne sono molte altre là fuori, o almeno lo speriamo, ma purtroppo il caso (o l’algoritmo) non ce li ha fatti incrociare sul nostro cammino.
Ma facciamola breve. Ecco a voi, in ordine sparso, le nostre scelte:
- Stefano Fratoni
- Rosco F. Coltrane
- Iris Aresu
- Doriana Comandè
- Alessio Morelli
- Marco Tassistro
- Alice Umana
- Francesco Manieri
- Andrea Moretti
- Laura Tornambene
- Natalia Banfi
- Enrico Partengo
- Michele Messina
- Loretta Del Tedesco
- Feliciana Allocca
- Fulvio Nebbia
- Giulia Dovico
- Massimiliano Sonsogno
- Tina Caramanico
- Lucia Rita Traversa
- Geronimo La Mosca
Complimenti a loro, per quello che può valere finire dentro a un progetto piuttosto sgangherato come questo, e consentiteci un noioso ringraziamento a tutte quelle altre persone che non abbiamo selezionato per un pelo: accanto a quella gente a cui metteremmo volentieri le mani addosso, se solo ce la trovassimo di fronte ad esternare l’insana idea di continuare a scrivere, ce ne sono state molte altre, invece, che solo il nostro proposito di essere particolarmente severi e selettivi ci ha portati a scartare da questo progetto. A tutti loro ci sentiamo di dire di continuare a provare in tutto ciò in cui cercano di riuscire, nella loro avventura letteraria e non, qualunque cosa sia, e soprattutto di tenere sempre a mente che, detto fra noi, il nostro giudizio non conta un cazzo, e non è quindi il caso di rimanerci male, ok?
Comunque sia, da questo momento ci metteremo al lavoro per concretizzare la cosa e far vedere la luce a questo libercolo assolutamente inutile per le nostre vite ma che cazzo, lasciateci seguire il flusso e anzi, fate un pezzetto di strada con noi.
Sempre che non abbiate qualcosa di meglio da fare, il che è molto probabile.
